Cosa fa Alphabet e cosa resta di Google

Dividere i servizi web da quelli dediti a ricerca e sviluppo è una mossa che rilancia il business di Big G e “libera” i fondatori Sergey Brin e Larry Page

Non c’è più la Google di una volta. Più di qualche addetto ai lavori ha commentato così la mossa a sorpresa di Big G, che ha riscritto la suddivisione interna con la creazione di Alphabet, un’azienda che sostituisce la Google in voga fino a ieri. La rivoluzione, perché di questo si tratta, porta in dote un ridimensionamento mirato, che permetterà a Google di continuare a perseguire la biforcazione intrapresa diversi anni fa.

Da una parte c’è il core business della società, nata nel 1998 come una internet company (“Google is not a conventional company“ scrissero i due fondatori Sergey Brin e Larry Page), che resta ancorato alle ricerche web e, per dirla con le parole dei fondatori, a tutte le altre “pazze idee dell’epoca utilizzate ora da oltre un miliardo di persone” come Apps, Maps, Android e YouTube, che peraltro è da tempo autonomo sotto la guida di Susan Wojcicki.

Sotto l’ombrello di Alphabet rientrano invece tutte le divisioni legate all’area di ricerca, sviluppo e investimenti lontani dal web: dal termostato Nest acquistato l’anno scorso, al progetto Calico finalizzato a migliorare la nostra salute, dai piani per ridisegnare il volto delle città con Sidewalk Labs ai laboratori visionari di Google X, passando per il progetto Fiber che mira allo sviluppo di una connessione ultra veloce per arrivare alle società di investimento Google Ventures e Google Capital.

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Costantino Fusco

Sviluppatore di siti internet e di applicazioni web. Programmazione Web: PHP/MySQL HTML/CSS Ajax Javascript wordpress, Strategie SEO

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